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IL BLACK FRIDAY

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E LA SPECULAZIONE SULL'ORO DEL 24 SETTEMBRE 1869

QUANDO UN AMICO TI REGALA UN DUBBIO RINGRAZIALO DUE VOLTE
Quando un amico ti regala un dubbio devi ringraziarlo.
Due volte.
La prima perchè ti ha fornito un'occasione per approfondire e raggiungere un pezzo di verità.
La seconda volta perchè ha ritenuto che tu potessi essere in grado di raggiungerla.
Qualche giorno fa, il mio amico e collega Stefano Fanton, maestro in tante discipline, mi ha contattato per approfondire meglio una questione che avevo affrontato in varie occasioni, sia in un pubblico evento che feci a Milano insieme a lui e ad altri traders del gruppo Traderpedia, sia in pubblici interventi sul mio profilo o nel gruppo Facebook di Traderpedia.
La questione riguarda il famoso crollo dell'oro del 24 settembre 1869, il Black Friday, una robetta di circa 150 anni fa.
Le conseguenze di quel crollo furono crolli a catena su tutti i mercati finanziari, dalle azioni alle materie prime.
Di quel giorno fortunatamente abbiamo una foto della lavagna dove erano segnate le quotazioni.
Siccome un'immagine vale più di mille parole, così si dice, ho sempre ritenuto che, guardando le quotazioni segnate sulla lavagna mi sarei fatto un'idea sufficientemente esatta dell'andamento di quella seduta di trading, perchè i numeri non mentono.
Ad una lettura superficiale leggiamo che quel giorno l'oro aprì a 150 alle ore 10.00 di New York, raggiunse un picco alle ore 13.36 a $162.5 e chiuse la seduta a $34.
Fatti i conti veloci siamo ad un -79% abbondante da massimo a minimo.
Sul mercato dell'oro, roba da far accapponare la pelle solo a pensarci.
La conseguenza di quel crollo fu un crollo del mercato azionario e di tutte le commodities. Il Grano perse il 50% in una seduta.
Ora non avendo altre informazioni specifiche, e non essendo un esperto del mercato dell'oro come potrebbero esserlo Carlo Vallotto o Carlo Alberto De Casa, ho sempre portato questi calcoli, fino a quando alcuni amici mi hanno insinuato il seme del dubbio. Tra questi Stefano.
Quindi ho controllato meglio ed ho notato che già nella prima colonna delle quotazioni i prezzi in certe righe vengono riportati "velocemente" omettendo la prima cifra delle centinaia, stessa cosa nella terza colonna e poi nella quarta colonna dove si passa dal minuto 2.35 al minuto 2.36 da $133.5 a $34. Il ragazzo della lavagna andava veloce, ed anche da un'analisi approfondita della calligrafia, che durante la salita riporta alcuni tratti da amanuense nella scrittura dei prezzi sui massimi, si nota che, quando il mercato crollava e le fasi erano concitate, la scrittura era tremolante e veloce. L'unico dubbio resta sul fatto che almeno il valore finale di chiusura ci si aspetta che lo si scriva in maniera integrale, essendo per quei tempi il valore "ufficiale" che veniva riportato sui giornali. Invece è stato riportato senza la prima cifra.
Questo è un dubbio.
Per scioglierlo definitivamente c'era un unico modo.
Tornare indietro nel tempo di 150 anni e fare quello che avrebbe fatto chiunque volesse informarsi in quell'epoca.
Fortunatamente oggi è possibile e tramite questo sito https://newspaperarchive.com/this-day-in-history/sep-24-1869-p2/
ho acquistato i giornali dell'epoca ed ho controllato di persona le quotazioni ed effettivamente il valore minimo del Gold è quello segnato sulla lavagna alle 2.31 a $133.
Quindi si passa da -79% ipotizzato a -18% reale, che è cosa diversa, ma sempre di un crollo apocalittico si tratta perchè è il mercato dell'oro, anche perchè il prezzo di chiusura è stato quello ed il crollo si è avuto in pochi minuti, in esattamente 60 minuti (numero non casuale).
Per questo mi scuso pubblicamnte per tutte le volte in cui ho erroneamente affermato che il Gold ha perso 80% da massimo a minimo il giorno 24 settembre 1869.
Il crollo è stato del 18% sul mercato dell'oro, che ha comportato crolli enormi su azionario (superiori al 20%) e sul mercato delle materie prime (il wheat perse il 50% in una seduta).
Ora però facciamo anche un excursus storico su quello che successe.
È il 1869. La Guerra Civile si era da poco conclusa e l'Era della Ricostruzione era in corso, quando Ulysses S. Grant, famoso eroe di guerra, divenne il 18 ° Presidente degli Stati Uniti.
Ha ereditato una nazione profondamente divisa, con un grosso debito federale. (Guarda un po', anche oggi il debito federale è enorme).
Nel suo discorso inaugurale, nel gennaio del 1869, Grant dimostrò il suo impegno nei confronti della moneta con l'oro, insistendo nel rimborsare il debito dei titoli di guerra della Guerra Civile con l'oro.
I biglietti verdi (dollari di carta), che erano stati introdotti per finanziare la marcia dell'Unione in guerra nel 1861, rappresentavano il primo problema di una moneta cartacea federale dopo il crollo della moneta continentale del tardo XVIII secolo.
Queste note di carta, che inizialmente dovevano essere provvisorie e da richiamare dopo la guerra, avevano in circolazione un corrispettivo in dollari di oltre $450 milioni.
A causa dei tempi difficili del 1867, in particolare degli agricoltori occidentali, furono fatte richieste di una valuta gonfiata attraverso la creazione di più biglietti verdi (la stampante è stata sempre operativa in USA).
Un compromesso fu finalmente raggiunto nel 1869, per cui restarono in circolazione biglietti verdi per 356 milioni di dollari.
Grant ha cercato di migliorare l'economia riducendo l'offerta di biglietti verdi o di dollari cartacei, le note, usando oro per comprare dollari dai cittadini con uno sconto e sostituendoli con valuta supportata dall'oro.
Questo ha effettivamente determinato il valore dell'oro: quando il governo vendeva la sua offerta, il prezzo diminuiva; in caso contrario, il prezzo saliva.
In questo contesto si inseriscono due speculatori Gould e Fisk.
Jay Gould e Jim Fisk avevano la reputazione di essere due dei più spietati maestri e speculatori finanziari di Wall Street.
I due uomini, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'Erie Railroad, dove erano noti, tra una serie di altri misfatti, per aver emesso azioni fraudolente, corrotto politici e giudici e mantenuto una relazione con William "Boss" Tweed di Tammany Hall.
All'inizio del 1869, Gould, in accoppiata con il socio Fisk, iniziò una campagna ambiziosa per conquistare il mercato dell'oro.
Gould ha scommesso che, poiché c'erano solo circa $ 20 milioni di oro in circolazione in un dato momento, uno speculatore avrebbe potuto potenzialmente acquistare grandi porzioni di oro e manipolare il mercato.
Di conseguenza il prezzo dell'oro avrebbe potuto essere spinto in alto su prezzi elevati, e poi venduto per un profitto ingente.
Il presidente USA Grant avrebbe potuto semplicemente ordinare al Tesoro di vendere grandi quantità di oro per far cadere i prezzi, quindi, per questo ambizioso programma di conquista dell'oro, Gould aveva bisogno di manipolare il Presidente degli Stati Uniti.
Era necessario un insider.
Abel Rathbone Corbin divenne il partner-in-crime perfetto; un ex burocrate di Washington, sposato con la sorella di Grant, Virginia Grant.
Nella primavera del 1869, Corbin fu aiutato da Gould e persuaso a collaborare.
$ 1,5 milioni in oro si fecero strada in un account con il nome di Corbin, e la cospirazione iniziò.
Corbin reclutò Daniel Butterfield, che aiutò ad avere l'incarico di sub-tesoriere degli Stati Uniti a New York.
Butterfield era responsabile della gestione delle vendite di oro del governo e accettò di fornire a Gould, Fisk e Corbin informazioni su quando il governo avrebbe venduto oro.
Butterfield ricevette una quota di $ 1,5 milioni nel programma e un prestito di $ 10.000. I giocatori erano a posto. Il gioco poteva iniziare.
Corbin iniziò giocando i suoi legami familiari, organizzando spesso incontri in cui Gould, Fisk e Grant sarebbero stati presenti.
I cospiratori avrebbero usato queste occasioni per parlare della politica monetaria del governo, con Corbin che li sosteneva in queste discussioni.
I finanzieri discussero contro la vendita di oro da parte del governo e cercarono in tutti i modi di convincere Grant che alti prezzi dell'oro avrebbero avvantaggiato gli agricoltori.
Aumentando i prezzi dell'oro, i biglietti verdi verrebbero svalutati, rendendo le colture statunitensi meno costose all'estero, portando a un aumento delle esportazioni.
Il presidente Grant rimase cordiale, ma a denti stretti, attorno a Gould e Fisk, ma a quanto pare il loro piano funzionò.
Grant confidò a Corbin di aver cambiato idea, e al tesoro sarebbe stato detto di non vendere oro per il mese successivo.
Inizia l'acquisto Gould, insieme ai co-cospiratori, aveva segretamente accumulato oro da agosto.
Entro il 16 settembre, avevano quasi $ 10 milioni (2/3 del mercato totale) in oro.
Ma quando furono a conoscenza del cambiamento di politica, iniziarono ad acquistare oro ad un ritmo accelerato. (qui interviene il male che rovina tutti gli speculatori: L'AVIDITÀ).
A partire dal 20 settembre, nascondendosi dietro un esercito di mediatori, hanno iniziato a comprare tutto l'oro su cui potevano mettere le mani.
Proprio come previsto, il prezzo dell'oro aumentò, apprezzandosi del 20%.
A questo punto, Grant si insospettì per l'interesse di Corbin per l'oro e chiese a sua moglie, Julia Grant, di scrivere una lettera a sua sorella, Virginia.
La informò che il presidente era molto infastidito dalle loro speculazioni. E li intimò di chiuderle il più velocemente possibile.
Corbin informò Gould di questo nuovo sviluppo, ma Gould non divulgò le informazioni al suo compagno, Fisk. (Altro elemento che emerge in queste storie :Il TRADIMENTO)
La sera del 23 settembre, il presidente Grant parlò con il segretario Boutwell, capo del Tesoro, e prese la decisione di vendere $ 4 milioni in oro.
Butterfield intrappolò il piano e informò Gould dei nuovi sviluppi, ma Gould non lo disse a Fisk.
Venerdì 24 settembre, a mercato aperto, Fisk stava ancora comprando oro. L'oro ha aperto a $ 145, in pre market, poi a 150 nella seduta ufficiale arrivò ad un picco a $ 162.5, portando il prezzo di un'oncia d'oro a oltre $ 30 al di sopra di quello che era quando Grant è entrato in carica.
Segue il panico.
Verso mezzogiorno, in quello che sarebbe passato alla storia come il "Black Friday", si sparse la voce che il Tesoro aveva venduto 4 milioni di dollari in oro. In pochi minuti, 60 per la precisione, i prezzi dell'oro gonfiati sono crollati da $ 162.5 a $ 133. -18% in una sola ora.
Molti investitori avevano acquistato oro a margine e ad altri erano stati chiusi in contratti di acquisto.
Quando il prezzo è sceso, altri prezzi delle materie prime sono stati destabilizzati, il commercio estero è stato quasi fermato e molti investitori hanno dovuto affrontare la rovina finanziaria.
Il mercato azionario è sceso di oltre 20% e, da alcuni rapporti, sono crollati 50 uffici di brokeraggio di Wall St e altri 150 sono stati insolventi per anni.
Gould, essendo a conoscenza dell'imminente vendita del Tesoro, vendeva più rapidamente di quanto Fisk stesse comprando prima del crollo.
Le loro partecipazioni sono state vendute, registrandole intorno a $ 15 milioni.
In seguito è stato il caos sui mercati dopo il Black Friday, e le conseguenze sono state avvertite per anni. Il minimo del mercato azionario si ebbe 4 anni dopo, nel 1873.
4 lunghi anni di mercato orso.
Per proteggersi, Gould ha pagato William "Boss" Tweed, insieme ad alcuni giudici di New York, ritardando gli insediamenti di operazioni sfavorevoli.
Molteplici accuse di malaffare ed un'inchiesta ufficiale del Congresso si rivelarono infruttuose.
Fisk, che aveva acquistato contratti d'oro per conto di altri investitori, si limitò a rinnegare le offerte.
Alla fine, sono stati in grado di mantenere i guadagni illeciti. Nessuno dei due ha mai trascorso un giorno in prigione.
Ma non tutti sono rimasti incolumi. Corbin ha perso molto in quel giorno e Butterfield è stato rimosso dal suo incarico.
Lo stesso Presidente USA Ulysses S. Grant trascorse il resto del mandato con l'ombra del Black Friday che gli pendeva sopra.
Venerdì nero: 24 settembre 1869, un giorno storico per i prezzi dell'oro, determinato dalla connivenza di uomini spietati e avidi.
 
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